Se vuoi avere successo parti da chi ti serve

Stai disegnando la tua impresa: piani finanziari, accordi commerciali, trattative con le banche, definizione piani di ingegneria fiscale e analisi marketing sono il tuo pane quotidiano.

Ma ti anticipo già che tutto ciò non ti servirà a niente.

Già, perché senza una peculiarità tutti i tuoi sforzi imprenditoriali sono destinati a rimanere infruttuosi.

Vuoi sapere il nome di questa indispensabile dote? Presto detto: il rispetto.

Facciamo un passo indietro. Seguimi.

Pratico da anni l’Aikido, un’arte marziale tradizionale giapponese. Le regole sono chiare: i due praticanti si fronteggiano e uno verrà sottomesso attraverso l’uso di proiezioni e chiavi articolari. Le particolarità dell’Aikido è che ancora prima che il confronto abbia inizio, già si conosce chi dei due praticanti finirà a terra. Questo perché i ruoli vengono precedentemente attribuiti.

Zero contrasti, zero prove di forza e zero brutalità. Facile… o forse no.

Perché non appena vesti i panni di colui che è destinato a vincere (torì) nasce in te in senso di superiorità e potere nei confronti di chi è destinato a rimanere sconfitto (ukè). Questo moto ti spinge a “strapazzare” un po’ il tuo avversario e a volte ci si fa prendere la mano. E si fallisce.

Si fallisce non solo perché la resistenza nel confronto aumenta (se mi aggredisci, non sto lì a prenderle: anche se so della mia sconfitta, proverò a contrastarti e magari a rovesciare la tua tecnica), ma si fallisce soprattutto perché non si è riusciti a mettere da parte l’aspetto più brutale del nostro animo: la mancanza di rispetto.

Per pigrizia, alterigia o semplice noncuranza del prossimo, abbiamo trattato un compagno – predefinito sconfitto – come un avversario e l’abbiamo messo in difficoltà spirituale prima che fisica.

Ora torniamo al tuo business: ti capita mai di vestire i panni dell’ukè nella tua quotidianità manageriale? E di incontrare sul tuo cammino indifesi torì?

Tutti i giorni.

Proprio quando interagisci con i più “esposti” dei tuoi compagni d’avventura aziendale: i tuoi fornitori (dipendenti, fornitori di materiali o di consulenze). Sono loro, che per definizione devono ricevere ogni tuo attacco, a vivere l’altra parte del tuo business.

E tu come sei nei panni dell’ukè? Ti impegni veramente perché la vostra pratica risulti vincente per entrambi? Oppure, dato che sali sul tatami del tuo business stanco, non rispetti chi sta praticando con te? Magari “calchi un po’ la mano”, anche di fronte alla sua resa, oppure semplicemente ti disinteressi che lui possa svolgere la sua pratica nel migliore dei modi (mancando un appuntamento, non rispondendo a una telefonata, non dando un feedback a una proposta).

L’aikidoka che sa prendersi cura del suo torì, pur nella veridicità del confronto/contrasto, è per me il miglior insegnamento che un tatami possa offrirmi, anche nel business. Perché quando scenderanno dal tatami, torì e ukè saranno cresciuti entrambi all’unisono, in armonia.

Ecco quello che il tuo business deve ricercare nell’interagire con “chi ti serve”: crescere insieme a lui. Nel rispetto.

 

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