Stai cercando le parole giuste per iniziare a scrivere. Magari vuoi dare sfogo a quella spinta che ti vuol far scrivere fuori dai soliti schemi: non il solito post social, con la descrizione di quanto sei annoiato o innamorato, non la citazione del testo di una canzona o il rimbrotto pubblico a quella signora che è stata privatamente scortese con te.

Tu vuoi fare il grande salto, che ti conduca a una forma di scrittura che evada dagli schemi, che abbia il profumo della poesia, che ricordi, ricalchi e interpreti i sentimenti più limpidi che provi.

Ma quel salto proprio non riesci a compierlo.

Attento, perché quella che voglio regalarti è una tecnica sottile di scrittura creativa e si tratta di: regalare i tuoi scritti.

Già, proprio così. Mi spiego, i nostri scritti esercitano su di noi un forte senso di appartenenza: sono le nostre creature, nate ed esternate attraverso un duro lavoro di autoanalisi e messa a nudo di noi stessi. Questa “genitorialità contenutistica” fa scattare in noi un moto di difesa dagli attacchi ai nostri scritti.

Esempio: tu componi un bel pezzo, stai per pubblicarlo sul tuo profilo ma subito una voce remota ti prefigura tutte le critiche che riceverai per esserti esposto così tanto, e con una comunicazione tanto bislacca.

Quindi la tua mano si blocca ancora prima di partire

Quindi?

Quindi esercitati nell’arte di regalare i tuoi scritti.

Primo esercizio: applicati quando le tue forme di scrittura più nobili sono più facilmente accettate.

Esempio? Un biglietto di auguri (compleanno, anniversario, cresima o battesimo)

Invece di scrivere “tanti cari auguri per il tuo battesimo”, scrivi piuttosto “Una vita senza tappe è come una mappa senza bussola: vuoto intreccio di vie senza significato. Oggi festeggio il tuo oriente con te.”

Non preoccuparti di che fine farà il tuo biglietto, che venga incorniciato o cestinato tu allenati a esprimerti trascurando il tuo ego.

Non perdere l’occasione di allenare la tua vena artistica in queste occasioni, perché saranno queste occasioni a farti da banco per il prossimo passo.

Ed eccolo il tuo prossimo passo. Ma prima di descriverti questo passo ho bisogno della tua fantasia: immaginati in una tiepida giornata di primavera, seduto sotto un albero. Hai di fronte a te un traballante tavolino di legno e tu sei appoggiato su uno sgabello. L’aria è mite e il vento leggero muove i petali rosa dai rami sopra di te. Alcune persone compongono un’ordinata fila di fronte a te. Vogliono che tu scriva per loro una frase.

Già, proprio così, sei il protagonista di una fiera benefica e tu stai raccogliendo fondi attraverso componimenti istantanei. I tuoi clienti si mettono davanti a te, tu li osservi, fai loro massimo due domande per conoscerli (ma non per sapere cosa vogliono tu scriva) e butti giù un periodo di 5 righe. A ispirarti solamente nuvole rapide, cieli azzurri e la certezza che quel foglio non lo rivedrai mai più.

Ora scrivi

Scrivi ciò che attraversa i tuoi sensi in quei pochi istanti.

Ora fermati.

Metti il punto e, senza controllare e correggere, consegna il foglio.

Magari un giorno, uno sconosciuto aprirà il suo portafogli davanti a te per mostrarti un biglietto gelosamente conservato: è il tuo e quel giorno hai parlato del saluto alle sue figlie.

 

Have an essential day